|
|
12月4日 DITEMI COSA DOBBIAMO PENSARE ,DOPO AVER VISTO QUESTO VIDEO...
aiutiamo la mamma di federico... per la famiglia Aldrovandi il natale ha un altro sapore da ormai 3 anni...
vogliamo la verita'...
11月30日 Cina: 18.000 esecuzioni in 10 anni >
Ogni anno la vita di più di mille condannati a morte in Cina, termina con una pallottola dietro la testa
17-12-2000 - Fonte: Coalit.org - Diritti umani Archivio notizie
Ogni anno, la vita di più di mille criminali condannati a morte in Cina,termina con una pallottola dietro la testa. La storia continua, ben nutrita dai media stranieri, con l'oltraggio finale che consiste nel far pagare alla famiglia del condannato le spese della pallottola. Come metodo d'esecuzione va, e non è ne più ne meno brutale di metodi come la fucilazione, oppure la sedia elettrica. Ma la Cina ha deciso di rimuovere questo metodo, con il recente annuncio che adotterà per le esecuzioni l'iniezione letale. La Cina detiene l'indiscusso primato delle sentenze capitali. Ci sono dieci volte più condanne capitali in un anno in Cina che nel Congo e negli Stati Uniti, i suoi più diretti rivali. A dispetto della crescente pubblicità, il preciso numeri di esecuzioni in Cina rimane oscuro. Ma la pena capitale è quasi un affare di tutti i giorni. Martedì scorso, 4 uomini che pugnalarono a morte un immigrato tedesco durante una rapina nella parte esterna della città di Nanjing sono stati uccisi. Lo stesso giorno nelle capitale Beijng, una prostituta di 20 anni è stata condannata a morte per aver fatto parte nell'organizzazione di un giro di prostituzione.
I CRIMINI PREVISTI
Ci sono almeno 70 crimini capitali contemplati dalla legge cinese, che vanno dagli omicidi, ai furti e agli atti di corruzione contro il sistema economico e politico. In Cina lo stato uccide per:allevamento di bestiame illegale- omicidio - tentato omicidio - omicidio colposo - uccisione di una tigre - rapina a mano armata - rapina - stupro -ferimento - assalto - furto ripetuto - furto - intrusione - rapimento -traffico di donne o bambini - organizzazione della prostituzione -organizzazione di spettacoli pornografici - pubblicazione di materiale pornografico - teppismo - disturbo dell'ordine pubblico - esplosioni provocate - distruzione o danneggiamento della proprietà pubblica o privata - sabotaggio controrivoluzionario - incendio - traffico di droga -corruzione - truffa - concussione - frode - usura - contraffazione -rivendita di ricevute IVA - evasione fiscale - furto o costruzione illegale di armi - possesso o vendita illegali di armi e munizioni - furto o contrabbando di tesori nazionali e reliquie culturali - spaccio di denaro falso - ricatto.
Quante esecuzioni?
Durante la passata decade, la Cina ha portato a termine l'esecuzione di circa 18.000 criminali. Solo nel 1996, come parte di "Colpisci duro",campagna contro il crimine, sono avvenute almeno 4000 esecuzioni. Il supporto pubblico alla pena di morte resta forte, specialmente rispetto alla corruzione ufficiale. Le dimensioni della propaganda, di processi di una certa importanza come quello di Cheng Kejie, il primo presidente deputato del parlamento nazionale condannato per corruzione ed appropriazione illecita ( ucciso il mese scorso ), è stata sfruttata al massimo. Con un tale volume di sentenze capitali e relative esecuzioni, una giustificazione razionale all'introduzione della iniezione letale come metodo di esecuzione è che risulta essere più umana ed anche meno costosa.
IL METODO: (testato anche sugli animali !!!)
L'iniezione letale è utilizzata in una manciata di paesi. In 36 Stati americani è l'unico, oppure alternativo metodo di esecuzione. E' stata anche adottata nelle Filippine, Guatemala e Taiwan. Sotto la supervisione della Suprema Corte del Popolo, l'Accademia cinese di Scienze Mediche ha rivisto l'uso del metodo chimico delle esecuzioni. Gli scienziati cinesi hanno condotto più di 1000 esperimenti sugli animali ed i boia hanno testato la loro tecnica iniettando la miscela ai conigli. L'uso della iniezione letale è stato permesso dalla legge cinese dal 1996. La prima esecuzione di questo tipo è stata compiuta in Kunming, una regione del sud ovest, nel marzo del 1998. Più di recente, a giugno, otto prigionieri condannati a morte hanno ricevuto l'iniezione letale nella parte ad ovest della città di Chengdu. Come riportato dall'agenzia di stampa Statale Xinhua , una bozza di regolamenti riguardante "le diverse questioni chiave relative all'adozione della iniezione letale come metodo di esecuzione" è stata sottoposta al Comitato Giudicante della Suprema Corte del Popolo. D'accordo con Shen Deyong, vice presidente della Suprema Corte del Popolo, la corte del popolo ha condotto i processi nelle città, incluse Kunming, Wuhan, Chengdu, Hang zhou e Luoyang.
Negli Stati Uniti la Cina ha trovato una sorta di cattivo compagno sulla faccenda della punizione capitale. Gli States sono a malapena nella posizione di maledire la Cina mentre il tasso di esecuzioni in America continua a salire. Ma l'Australia e gli altri paesi, sollevano regolarmente la questione nei loro dialoghi sui diritti umani con la Cina. "L'unico dibattito in Cina sembra riguardi la misura in cui è applicata la massima punizione ", dice un diplomatico occidentale "C'è una vasto consenso popolare su questo argomento". L'avvento dell'iniezione letale come metodo di esecuzione preferito è allarmante. La paura è che in questo modo le esecuzioni diventino sempre più cliniche e meno pubblica, e diventerà più difficile monitorare gli omicidi legali. Lo sviluppo potrebbe incoraggiare il commercio di organi per il trapianto, il quale è stato correlato alle esecuzioni ufficiali. Alcuni gruppi diplomatici sono meno interessati al metodo di esecuzione piuttosto che al processo. "A parte il fatto se la pena di morte è giusto che esista oppure no, molto spesso la gente non ha una buona difesa" dice Sophia Woodman, dell'ufficio di Honk Kong dei diritti umani in Cina. E' molto verosimile che molte persone innocenti finiscono con una esecuzione capitale. " Il problema reale è che le sentenze di morte e le esecuzioni restano nella categoria di "segreti di stato". Questo evidenzia che il governo non rivela mai le cifre complete, cosi i gruppi di osservazione vengono a conoscenza solo di quelle esecuzioni riportate dai media oppure mostrate da altre fonti.
ITER !
Ondate di esecuzioni spesso precedono i principali festival, o eventi internazionali e solitamente accompagnano annunci ufficiali di campagne anti-crimine. Gli imputati possono essere processati senza un avvocato e senza conoscere l'accusa fino al momento di entrare in tribunale. I verdetti sono spesso decisi prima del processo per via di pressioni politiche. Alcune persone sono condannate solo in base alle loro confessioni, a volte estorte sottotortura. Le esecuzioni possono avere luogo entro pochi giorni dalla sentenza. Gli appelli sono formalità e raramente hanno successo. I prigionieri condannati a morte sono incatenati al momento della sentenza fino all'esecuzione e spesso vengono esposti al pubblico prima dell' uccisione.
TRAPIANTO D'ORGANI !
Per quanto riguarda il trapianto di organi, qui di seguito la posizione ufficiale della Cina. "Il prelievo di organi dai condannati a morte necessita del consenso e della firma del criminale, o del consenso dei suoi parenti, oltre all'approvazione del tribunale". (Wang Min, diplomatico cinese delle Nazioni Unite, aprile 1994). La realtà invece è che i prigionieri condannati a morte sono incatenati in permanenza, non possono contattare avvocati e la loro posta è censurata.Solo poche ore prima dell'esecuzione viene detto loro del fallimento dell'appello. In questo modo, è poco probabile che possano acconsentire liberamente al prelievo, ammesso che ne vengano informati. Le strette relazioni tra tribunali ed ospedali, oltre alla segretezza che circonda il possesso e all'aumentato introito generato dai trapianti per gli ospedali, fanno sorgere il fondato sospetto che in alcuni casi la tempestività delle esecuzioni possa essere collegata al bisogno di organi per i trapianti.
CONSIDERAZIONI (come una scalata.):
Purtroppo la Pena di Morte in Cina è come una parete montuosa, difficile da scalare, ma c'è sempre chi ci prova, e questo provare permetterà nel tempo di conoscerne bene le rocce, le pendenze, i punti d'appoggio, affinché un giorno qualcuno giunga sulla vetta. E se pur lontano da venire, vogliamo credere, e ci "alleniamo per questo",ché succederà. (S.R.)
11月26日
Petizione contro la violenza sui rom
L'appello lanciato da un gruppo di scrittori e intellettuali: «Nessun popolo è illegale»
MILANO - «Nessun popolo è illegale». Si conclude così la petizione lanciata online da un gruppo di scrittori e intellettuali italiani, «stanchi di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani». Una denuncia contro la «criminalizzazione di massa» alimentata da alcuni recenti episodi di cronaca: «Una donna è stata violentata e uccisa a Roma - si legge nel testo. - L'omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso».
LE FIRME - La petizione («Il triangolo nero») è stata proposta, tra gli altri, da Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Marco Rovelli, Antonio Scurati e Wu Ming. Tra i firmatari si leggono i nomi di Nanni Balestrini, Bernardo Bertolucci, Enrico Brizzi, Erri De Luca, Carlo Lucarelli, Franca Rame, Roberto Saviano, Simona Vinci e molti altri. Gli aderenti hanno già superato il numero di 1500.
I DATI E I RAPPORTI - «Odio e sospetto alimentano generalizzazioni - afferma l'appello - tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel "Rapporto sulla Criminalità (1993-2006)", non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto "Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia" e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto».
PARALLELI - «Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti - si legge ancora - politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del "World Economic Forum" sul "Gender Gap", per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, lItalia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto».
SPAURACCHIO - «Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo? Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione. Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero. «Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali - conclude il testo - il marchio d'infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom. E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri. Ma delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale". Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti. Nessun popolo è illegale». 11月18日
Lunedì verso le 21.30 Jerome Brown viene picchiato da quattro persone, solo più tardi scopre che sono agenti delle forze dell’ordine in borghese.
Jerome Brown, 21 anni, madre liberiana e padre nigeriano arriva in Italia nel 2003. "Sono arrivato a Lampedusa e poi sono venuto a Reggio dove sono andato subito in questura per chiedere l’asilo politico perchè nel mio paese ero perseguitato, ma in questura a Reggio Emilia mi hanno mandato fuori senza farmi compilare nessun foglio. Per vivere faccio il venditore ambulante, vendo fazzoletti"- racconta Jerome. Lunedì sera stava andando a comprare una ricara del cellulare in bicicletta quando si è sentito afferrare al collo. E’ caduto dalla bicicletta e non ha capito più nulla. E’ stato picchiato da quattro persone che poi ha scoperto essere agenti in borghese. Ora Jerome si trova all’spedale di Reggio Emilia dove lunedì sarà operato per una frattura scomposta al braccio sinistro. La comunità vicina a Jerome Brown si rivolge all’Ass. Ya Basta! per denunciare l’accaduto e ristabililire la verità dei fatti in quanto mercoledì il quotidiano locale La Gazzetta di Reggio Emilia pubblica la versione delle forze dell’ordine che sostengono di aver fermato Jerome per un controllo e di averlo dovuto bloccare perchè avrebbe opposto resistenza morsicando un agente. L’Ass. Ya Basta! ha incontrato Jerome assieme ai giornalisti per denunciare l’accaduto.
Il ragazzo racconta come sono andati i fatti: "Sono andanto a prendere la bicicletta da mia sorella per andare a prendere la ricarica del telefono. Mentre andavo in bicicletta è arrivata una persona che mi ha afferrato per il collo. Io gli ho chiesto: chi sei? Lui non mi ha detto niente e mi ha buttato a terra . Quando sono caduto sono arrivate altre tre persone. Ho pensato che fossero lì per aiutarmi, in realtà erano assieme e hanno iniziato tutti e quattro a picchiarmi. Io ho iniziato a gridare aiuto . Mi hanno picchiato per quasi 45 minuti. E uno di loro mi ha di nuovo preso per il collo, credevo di soffocare e così ho cercato di difendermi dandogli un morso. Uno mi ha pestato la testa e un’altro mi ha girato il braccio, adesso ho una frattura. Io continuavo a piangere e a chiedere aiuto, dicevo di chiamare la polizia, ma per molto tempo non è passato nessuno. Poi sono arrivate due macchine della polizia, forse qualcuno le ha chiamate. Sono scesi gli agenti che hanno chiesto a questi uomini cosa stessero facendo e loro si sono identificate come polizia. E io gli ho detto, ma tu sei un poliziotto, perchè non me lo hai detto, perchè mi hai picchiato così? Io non so perchè mi abbiano picchiato così tanto, in testa, nelle gambe, alle braccia, pensavo di morire. Poi nel mentre è arrivata mia sorella che gli hai chiesto perchè è successo questo e loro hanno risposto perchè tuo fratello ha fatto una rapina tanto tempo fa. Ma io non ho mai fatto una rapina. Ma mi hanno trattato non come se mi volessero arrestare ma come se mi volessero ammazzare. Poi mi hanno ammanettato sia le mani che i piedi, caricato sulla macchina e portato in questura. Non sono sceso dalla macchina perchè è arrivata una persona, credo fosse il capo, che ha detto di chiamare un’ambulanza perchè mi portassero all’ospedale. Io voglio denunciarli per quello che ni hanno fatto. Ho due spalle rotte, lunedì mi opereranno al braccio sinistro e ho contusioni in tutto il corpo. Io voglio che esca la verità, voglio fare chiarezza su quello che è successo."
Jerome Brown ha inoltre chiesto aiuto all’avvocato Vainer Burani che afferma "Vi sono tre testimoni che raccontano cose totalmente diverse da quanto ricostruito dalla polizia e apparso sui giornali. Se vi saranno gli estremi per una denuncia la presenteremo."
L’Ass. Ya Basta! appoggia il coraggio di Jerome e lo sostiene nella sua denuncia pubblica per quello che è successo. Nessuno può subire violazioni di diritti umani e fondamentali così forti. 10月30日 La cassetta della posta è mia, è proprietà privata. Non voglio pagare la tassa sui rifiuti per smaltire la pubblicità. Volantini, guide, cataloghi, offerte speciali. Se mi assento da casa una settimana diventano un paio di chili e la casella si intasa. Non c’è più posto. Per risolvere il problema si può mettere un avviso sulla buca delle lettere. Ne pubblicherò alcuni sul blog. Proponete i vostri su Flickr con il tag/titolo: Posta Pulita.
ho verificato che circa la metà della carta che getto via settimanalmente (e che va ad ingombrare ulteriormente il già difficile e costoso processo urbano del “riciclo" ) non è carta che mi serve o che utilizzo realmente! Assurdo vero? Mi voglio spiegare meglio: il 50% della carta per la quale io pago lo smaltimento (attraverso la tassa sui rifiuti, Tia/Tarsu) è costituita da pubblicità commerciale e attività lucrosa i cui proventi vanno esclusivamente al centro commerciale e non a me. Una parte della mia tassa dei rifiuti dunque dovrebbe pagarla lui! Ogni giorno arrivano enormi, ingombranti ed indesiderati depliant, brochure, giornali, cataloghi, di IPERCOOP, PANORAMA, GIGLI, LEROY, MEDIAWORLD, ESSELUNGA, EMMELUNGA, MONDO CONVENIENZA, ecc.. che già a metà mattina hanno riempito la buca delle lettere provocando tra l'altro l'impossibilità di usare la cassetta postale e che la mia posta privata “sbordi” fuori dalla buca stessa facendo cadere bollette e lettere importanti e mettendo alla portata di qualunque passante dati ed informazioni personali. Delle persone hanno fatto causa e l'hanno vinta. Ecco la sentenza data dal Giudice di pace di Bari: ”Pubblicità indesiderata e danno esistenziale”. Credo di aver capito che sia sufficiente mettere un adesivo/messaggio sulla buca delle lettere che esprima la nostra volontà di non ricevere pubblicità generica non richiesta dallo stesso proprietario dell'abitazione. A quel punto se i centri commerciali continuano vanno in infrazione e sono addirittura passibili di richiesta di danno esistenziale (danno morale soggettivo e danno biologico). Facciamolo anche noi! E ogni settimana nelle nostre città e paesi ci saranno tonnellate di carta e inchiostri velenosi in meno da smaltire, un passo in più verso la cultura dell'ambiente ed uno in meno verso quella degli inceneritori - termovalorizzatori. Cito in particolare questo passaggio del Giudice di pace: " la funzione specifica cui è asservita la cassetta postale è quella di raccogliere gli atti di corrispondenza indirizzati all'intestatario, unico legittimato a estenderne l'utilizzazione anche per altri fini, non escluso quello di ricevere qualsivoglia forma di pubblicità. Pertanto ove il titolare della cassetta abbia espresso inequivocabilmente una volontà contraria è evidente che a nessuno deve essere consentito di tenere un comportamento contrastante tale volontà." 10月24日 In data 21- 01- 2003, Kevin Mitnick, l'hacker più famoso del mondo, ha terminato di scontare la sua pena che gli proibiva di toccare un computer collegato ad Internet e qualsiasi telefono cellulare per tre anni, e di nuovo libero di avvicinarsi ad un computer e di navigare in Internet.
La carriera di hacker del californiano Kevin David Mitnick, classe 1964, si era conclusa con un clamoroso arresto nel 5 febbraio 1995, e da allora è iniziato il mito di Mitnick, il "Condor", che ha infiammato per anni l'opinione pubblica americana e mondiale fornendo lo spunto di numerosi libri e film.
Mitnick subì la prima condanna quand'era appena diciassettenne e con un gruppo di amici entrò fisicamente nel Computer System for Mainframe Operations (COSMOS)della Bell, il sistema in cui veniva conservata la documentazione sulle chiamate delle maggiori compagnie telefoniche USA, e rubò le password dei dipendenti e qualche manuale di documentazione dell'intero sistema. Nel 1983 viene arrestato di nuovo e condannato a sei mesi di reclusione per aver violato i sistemi di sicurezza della rete ARPANet, che proprio in quel periodo stava trasformandosi da rete militare al primo nucleo della futura Internet. Altri tre anni con la condizionale gli vengono comminati nel 1987 per aver utilizzato illegalmente carte di credito telefoniche e per essersi introdotto nei sistemi della Santa Cruz Operation (SCO), una società produttrice di software per le telecomunicazioni.
Alla fine degli anni '80 Mitnick penetra nei computer della potentissima Digital Equipment Corporation (la società che creò Altavista), sottraendo parte del sistema operativo VMS. Un tribunale della California lo condanna ancora a un anno di reclusione più altri tre con la condizionale. Nel Novembre 1992 Mitnick inizia a lavorare presso la società di investigazioni Tel Tec Detective Agency, ma l'FBI scopre che l'agenzia sfruttava le capacità informatiche di Kevin per ottenere illegalmente le informazioni. Quando i poliziotti si presentano a casa sua con il mandato di cattura per la violazione dei termini della condizionale non trovano nessuno: sospettando che il suo telefono fosse sotto controllo, era riuscito a procurarsi tutti i dati sulle sue intercettazioni telefoniche ed era quindi fuggito.
Ci sono voluti più di tre anni per catturarlo di nuovo, durante i quali Mitnick è riuscito a violare i computer di quasi tutte le società più importanti del mondo, tra le quali MCI, Nokia, Motorola, Digital, Sun, Apple, Novell, Qualcomm, Netcom, oltre a server dell'esercito USA, della marina, delle università e della motorizzazione. Quando non riescono gli attacchi diretti, Mitnick utilizza le tecniche di "social engineering", di cui diviene un vero maestro (recentemente ha pubblicato su questo argomento il libro "L'arte dell'inganno").
La sentenza che ha ora finito di scontare lo condannava a 46 mesi di carcere e ad un piccolo risarcimento per le società violate. I misteri legati a Mitnick rimangono comunque ancora molti e coinvolgono realtà così delicate che, pur avendo riacquistato appieno la libertà, fino al 2010 non potrà pubblicare i suoi segreti.
Alcuni anni fa è sorto anche il sito www.freekevin.com, che ha raccolto nel tempo documenti, commenti, testimonianze relative al suo caso. Nella pagina di accesso al sito compare da sempre un singolare timer dal titolo "Tempo (da trascorrersi) prima che Kevin Mitnick sia veramente libero". Da oggi il countdown è fermo a 0 anni, 0 mesi, 0 giorni, 0 ore, 0 minuti, 0 secondi. 10月4日 NON LO SAPEVI? MOLTO MALE !!
Non è certo notizia di ieri il metodo brutale con cui vengono scuoiati gli animali da pelliccia in Cina: ancora vivi e coscienti che tentano l'ultima e inutile fuga. I comuni di Roma e Padova, sollecitati dalle sedi locali della LAV, hanno approvato una mozione per spingere il Governo nazionale a emanare norme che prevedano: il divieto di importazione su tutto il territorio nazionale di pelli di animali allevati o commercializzati in Cina e l'obbligo di etichettatura di tutti i capi, i peluche e i gadget contenenti spoglie di animali, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento, il metodo di uccisione, l'azienda di confezionamento e il paese di provenienza. L'appello è rivolto anche alla grande distribuzione e al mondo della moda affinché decidano di non proporre più capi di abbigliamento prodotti in questo modo. E infine ai cittadini perché risparmino la vita a milioni di esseri viventi visto che un'alternativa esiste ed è facilmente praticabile. Se ancora non avevate mai visto come vengono uccisi questi poveri animali dateci un'occhiata e se avete un po' di cuore firmate subito la petizione della LAV. 10月3日 ANDIAMO AL SUPERMARKET??
Barilla
Barilla, notissima impresa alimentare (pasta, merendine, biscotti, sughi, ecc). Il 49% del pacchetto azionario di questa società appartiene alla Relou Italia srl, nel cui consiglio di amministrazione troviamo molti stranieri, fra di essi, fino a pochi anni fa era presente un certo Walter Wurth, presidente della Oerlikon Buhrle, una importante azienda svizzera produttrice di cannoni, missili e mezzi blindati, nonché di avanzati sistemi elettronici per la difesa. E' presente con i seguenti marchi: Barilla, Crakers Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem.
COMPRIAMO UNA MACCHINA ???
COSA COMBINA NEL MONDO LA MITSUBISHI
REGIMI OPPRESSIVI: il Gruppo Mitsubishi ha filiali in Bahrein, Brasile, Cina, Colombia, India, Indonesia, Iran, Liberia, Messico, Marocco, Perù e Filippine.
DIRITTI ALLA TERRA: nel 1992 Survival International ha criticato le operazioni di una consociata Mitsubishi, la Alberta Pacific, in Canada. Survival sostiene che il taglio degli alberi in una vasta zona a nord-est dello stato di Alberta ha conseguenze negative sulla vita dei popoli Cree e Dene, molti dei quali vivono in territori mai ceduti al governo e tuttora rivendicati dagli Indiani.
AMBIENTE: la Mitsubishi Corporation è coinvolta nell'importazione in Giappone di enormi quantità di legname tropicale. Negli ultimi 15 anni sono state distrutte vaste aree di foresta tropicale in Sarawak, dove le operazioni di taglio continuano per 24 ore al giorno, alla luce di riflettori. La Mitsubishi ha operazioni di taglio in nove nazioni. Un'altra consociata sta per aprire una miniera in un'area costiera della foresta tropicale dell'Ecuador, nelle terre della nazione indiana Awa e nella Riserva Ecologica Cotacachi-Cayapas, una delle zone prioritarie per la conservazione della biodiversità in Ecuador.
ENERGIA NUCLEARE: la Mitsubishi Heavy Industries fornisce i seguenti servizi per l'industria nucleare: servizi di costruzione, equipaggiamento per il trattamento del combustibile, nocciolo dei reattori nucleari, fornitura di plutonio, inceneritori di rifiuti radioattivi, riprocessamento e trattamento delle acque.
ARMI: la Mitsubishi Heavy Industries è anche produttrice di armamenti, in particolare: aerei, missili, cannoni, carri armati.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: Rainforest Action Network ha lanciato una campagna internazionale di boicottaggio della Mitsubishi per l'importazione di legname tropicale, che distrugge le foreste del pianeta.
PRODOTTI DI CONSUMO DELLA MITSUBISHI
TELEVISORI: Mitsubishi VIDEOREGISTRATORI: Mitsubishi STEREO: Mitsubishi AUTOMOBILI: Mitsubishi MACCHINE FOTOGRAFICHE: Nikon BIRRA : Kirin
comprero' un paio di scarpe...???
SAN FRANCISCO - Per il movimento no-global è una strana vittoria, dover celebrare l'apertura di una fabbrica dell'odiatissima Nike nel Terzo mondo. Eppure di vittoria si tratta. La celebre multinazionale americana sta per tornare a produrre scarpe e abiti sportivi in Cambogia, dopo esserne fuggita per le accuse di sfruttamento del lavoro minorile. Ma se ora può tornarci è perché la battaglia dei no-global, delle associazioni di consumatori e dei sindacati americani ha avuto successo. La Cambogia, infatti, apre le sue fabbriche ai controlli internazionali sui diritti dei lavoratori, e si impegna a debellare la piaga sociale dei bambini-operai costretti a produrre per i paesi ricchi.
Due anni fa l'immagine della Nike subì un duro colpo proprio a causa della Cambogia: tempestata dalle accuse di sfruttare manodopera infantile, minacciata dal boicottaggio dei consumatori "politically correct", l'azienda americana si difese garantendo che i suoi fornitori cambogiani impiegavano solo ragazze sopra i 16 anni, ma fu messa alla gogna dall'inchiesta-verità di una tv americana che riuscì a filmare fabbriche dove lavoravano eserciti di bambine.
Per il "logo" della Nike - il più grosso sponsor di avvenimenti sportivi nel mondo - la macchia era indelebile. La multinazionale Usa per limitare i danni decise di cancellare tutti i contratti con i suoi fornitori cambogiani. Fu una prima vittoria per il composito "popolo di Seattle": l'alleanza fra gruppi terzomondisti, difensori dei diritti umani e sindacati, che nel dicembre 1999 avevano paralizzato il vertice del Wto a Seattle anche per protestare contro il dumping sociale, la delocalizzazione delle produzioni industriali verso paesi con bassi salari e nessuna legislazione del lavoro.
9月24日
24 condannati in via definitiva ci rappresentano. Nessuno di loro, dopo l’otto settembre, ha fatto un passo indietro. Si è dimesso. Chi lo avesse fatto sarebbe diventato un eroe, il precursore di una nuova politica. Che ha radici in parole dimenticate: morale, etica, giustizia. Che si ispira a servitori dello Stato come Ambrosoli, Borsellino, Falcone, Livatino, Chinnici, Dalla Chiesa. Ci sono state altre stagioni della politica, migliori di questa. Vi immaginate Moro, Berlinguer, De Gasperi eletti in Parlamento condannati per estorsione, banda armata o tangenti? Ho gridato che bisogna distruggere i partiti. Quelli che rappresentano gruppi di potere e appetiti forti. Lontani dai cittadini, ma vicino alle municipalizzate e alle banche, ad appalti e inceneritori. Chi ha eletto i magnifici 24? I segretari di partito, non i cittadini a cui è stato negato il voto di preferenza con un piccolo golpe. Una dozzina di persone ha deciso per tutti. Si chiama oligarchia, non democrazia. Se i condannati sono l’effetto, le cause sono i capi dei partiti e per questo vanno giudicati. Berlusconi è primo assoluto con 10 condannati netti, il 40% del totale. Seguono distaccati Bossi con 3 condannati e, a pari merito, Casini e Fini con 2 condannati. Vi è infine un gruppone formato da RNP, PRI, Nuovo Psi, Margherita, DS, Dc-Psi e PRC con 1 condannato. Il capo azienda di Forza Italia ha detto che i suoi elettori mi considerano la peggiore costola della sinistra. Non mi offendo. Mi hanno dato del fascista, di uno di sinistra che parla con un linguaggio di destra, del neo qualunquista, del delinquente, del terrorista. Mi metta dove gli pare. Alle prossime elezioni aumenti però i condannati nella sua lista, li porti al 100%. Tra amici e conoscenti dovrebbe farcela. |  |
9月22日
Curiosità sulla NESTLE' Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlé viola il codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanita che proibisce la promozione dell'uso di latte in polvere per I'alimentazione dei neonati...
Bisogna sapere che nelle società povere, i bambini allattati artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di quelli allattati al seno.
Il Premio Nobel DARIO FO ha sparato a zero contro la Nestlé, responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere: "Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano a salvare l'umanitàˆ. Ma sono andati solo per interesse di mercato". Padre PIER MARIA MAZZOLI (direttore del mensile Nigrizia) ha presentato il punto di vista dei missionari che esprimono forti perplessità e disaccordo sulla politica delle multinazionali: Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti Shell: petrolio, ma Nestlé in particolare perché è una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.
BEPPE GRILLO ha attaccato le multinazionali della chimica e i brevetti di tutte le nuove forme di vita. Sapete cosa e' la Novartis ? E un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz. La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo. La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i “pesci-diesel". Ciba e Sandoz insieme ? E come se Toto Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini". ed INOLTRE una delle ultime azioni contro tutti noi e stato quello di far passare la possibilita' di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate un po'...! .. e d'altra parte, cosi facendo si abbassano ancor più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori del vero cacao. 9月20日
|
|
Voleva trasformare una visione “privata” in un evento memorabile. Così ha messo nel videoregistratore un film hard, molto piccante, e ha infilato il pene nel tubo dell’aspirapolvere per praticare autoerotismo. |
|
|
Ma l’uomo, che vive a Conselice, in provincia di Ravenna, non era a conoscenza del fatto che all’interno dell’elettrodomestico c’era una ventola a lama che gli ha tranciato di netto il glande. In preda a dolori atroci, non ha potuto far altro che raccogliere parte dell’organo dal pavimento e conservarlo nel freezer in attesa dell’arrivo di un amico che lo ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Lugo. Qui, tra lo stupore dei medici, l’operaio di 63 anni, ha raccontato di essersi tagliato con il rasoio mentre cercava di depilarsi il pube perché infastidito dai peli. I chirurghi che lo hanno sottoposto all’intervento, però, non hanno creduto alla fantasiosa spiegazione e hanno immediatamente avvertito i carabinieri. I militari hanno voluto vederci chiaro. E’ bastata una ‘visitina’ nell’abitazione dell’uomo per capire che a tranciare il glande non era stato il rasoio bensì l’aspirapolvere. L’operazione è riuscita, ma difficilmente l’uomo potrà riacquistare l’uso del membro. (FONTE: Il Nuovo, 2001) |
|